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Export mondiale: in Cina cresce l’import di latte e formaggi
Latte e formaggi conquistano i Paesi fuori dall’Europa anche nei primi mesi del 2018. A preferire i prodotti lattiero caseari è soprattutto l’Oriente: secondo le statistiche riportate sul sito di CLAL News, servizio di informazione sul mercato lattiero-caseario nazionale ed internazionale, è la Cina a mantenere su ritmi elevati l’importazione di prodotti lattiero caseari nel primo trimestre del 2018. I dati raccolti parlano di +15,3% in quantità e +24,2% in valore rispetto allo stesso periodo del 2017, circa oltre 758.000 tonnellate di latte e derivati, per un valore complessivo di 2,58 miliardi di dollari.
Un valore che vede margini di crescita evidenti, con un obiettivo bene preciso: diffondere la cultura nel consumo di latte e derivati.

- Formaggi, in calo i volumi ma crescita in valore
Guardando ai singoli prodotti, l’aumento delle importazioni è diffuso. Frenano, invece, la crema di latte (-3,2% in quantità) e i formaggi, che registrano un calo del 5% in volume, contrazione compensata da una crescita del 3,6% in valore. Nonostante il calo dei formaggi in volume, la Cina si conferma ancora, nel 2018, un buon importatore di WMP, il latte in polvere con un tenore di materie grasse del latte uguale o superiore al 26% e inferiore al 42% del peso del prodotto. Secondo i dati si registra un aumento del +9,9% in quantità e +21,6% in valore di latte in polvere, +36,3% in quantità e +60,1% in valore di latte confezionato e +11,5% di polvere di siero in quantità, ma -2,2% in valore. Positiva è anche l’accelerazione del burro, che cresce del 29,9% in quantità e addirittura dell’82,9% in valore.

- Cresce l’import anche oltreoceano
La Nuova Zelanda si conferma un partner privilegiato della Cina, specialmente per la polvere di latte intero (WMP), il cui export è cresciuto nel primo trimestre di quest’anno del 12% su base tendenziale. I neozelandesi sono praticamente monopolisti dell’export di WMP verso la Cina, con uno share del 96%, lasciando ad Australia, Francia, Stati Uniti e Paesi Bassi la restante quota. Anche i Paesi Bassi aumentano le proprie quote di export, confermandosi leader col 40% di mercato nel latte per l’infanzia, incrementando le esportazioni di latte e panna (+74%) e di WMP (+27 per cento). Diminuisce addirittura del 44% la vendita olandese di burro, dove comunque la presenza era residuale, con appena 177 tonnellate nel primo trimestre di quest’anno. Alle spalle degli olandesi, con 66 tonnellate di burro esportate, si colloca l’Italia, in crescita addirittura del 328% rispetto a gennaio-marzo 2017, ma lontana anni luce dai volumi esportati dalla Nuova Zelanda (28.932 tonnellate).
Fonte: CLAL News







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