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Turismo enogastronomico: anche la Toscana fra le tappe del gustar viaggiando
Chi viaggia e ama il buon cibo e il buon vino lo cerca, soprattutto, in Toscana, Sicilia ed Emilia Romagna. Il dato emerge dal Rapporto sul Turismo enogastronomico italiano presentato nei giorni scorsi e segna un aumento del 48 per cento nel 2018, con il 45 per cento di turisti italiani, e un forte incremento di giovani.
Il Rapporto sul Turismo enogastronomico, alla sua seconda edizione, è stato realizzato sotto la supervisione di World Food Travel e dell’Università degli Studi di Bergamo con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo, Enit e Touring Club Italiano.
Secondo i dati analizzati, quando si parla di mete legate anche alla ricerca della buona tavola, gli italiani scelgono destinazioni nazionali e prediligono, in particolare, Toscana, Sicilia ed Emilia Romagna, terre ricche anche di storia, cultura, ospitalità e convivialità. (Fonte: Ansa)

• Tappa al gusto di Pecorino Toscano DOP
Vista la forte attrattiva gastronomica della Toscana e delle sue eccellenze a tavola, il Pecorino Toscano DOP si colloca a pieno titolo fra i prodotti da non perdere per conoscere da vicino e fino in fondo il sapore e il legame unico con la sua terra di produzione che caratterizza da secoli il nostro formaggio.
• L’identikit di chi ama viaggiare e mangiare bene
Il viaggiatore italiano goloso e attento alla qualità di ciò che mangia nel suo viaggio, è una persona sposata (o convivente), in arrivo da regioni diverse e, in particolare, dall’Italia meridionale. Il turismo enogastronomico non ha età, anche se spicca un forte incremento dei giovani viaggiatori, ed è affiancato da un turismo più “generalista” che riserva, comunque, una parte dei propri viaggi alla scoperta dei prodotti del territorio ospite.
L’attrattiva del cibo italiano, da sempre fra i punti di forza del nostro Paese, viene inserito anche nei pacchetti rivolti ai turisti stranieri diretti verso l’Italia. (Fonte: Ansa)

• Uno sguardo al futuro per promuovere sempre di più la buona tavola
“Dalle analisi emerge che ci sono ancora spazi di miglioramento, sia in termini di organizzazione sia di fruibilità, e parliamo di un patrimonio che ha ancora molte potenzialità” – dice il curatore del Rapporto sul Turismo enogastronomico, Roberta Garibaldi. “La grande varietà dei nostri paesaggi e la loro storia – aggiunge Franco Iseppi, presidente del Tci – moltiplica pressochè all’infinito le opportunità del racconto del cibo, che spesso è una delle porte di accesso più immediate a un territorio”. Dall’indagine emerge anche un desiderio che unisce cultura e buona tavola: quello di avere presto un museo dedicato alla ricchezza enogastronomica italiana. (Fonte: Ansa)







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