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La crisi del latte vista dalla Toscana. Ripercorriamo gli ultimi giorni
Il comparto ovi caprino sta vivendo giorni complessi. Proviamo a ricostruire i passaggi più significativi che hanno interessato i protagonisti del settore e le istituzioni in Toscana
L’accordo siglato a Palazzo Strozzi Sacrati ha come obiettivo il rilancio del comparto ovi-caprino da latte toscano, attraverso il rilancio e il sostegno di tutta la filiera. Un rilancio che passa – come si legge in una nota della Regione – “dalla realizzazione di azioni comuni che puntano a rendere più efficienti i rapporti tra tutti i soggetti della filiera attraverso il coinvolgimento sia degli allevatori che delle aziende che si occupano della trasformazione e della commercializzazione. Ma anche da azioni di rafforzamento della presenza sui mercati nazionali ed esteri, grazie ad interventi ad hoc di promozione e informazione”.

Il protocollo. Da parte della Regione vengono investiti 2 milioni di euro per la promozione e per dare sostegno a tutta la filiera. Per la promozione ed il potenziamento della presenza sui mercati nazionali e soprattutto internazionali, vengono messi a disposizione 700 mila euro, con un’attenzione particolare alla promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta come il Pecorino Toscano DOP ed il Pecorino delle Balze Volterrane DOP.
Le risorse a disposizione degli allevatori. Gli altri 1,3 milioni di euro saranno direttamente messi a disposizione degli allevatori per dare risposta ai loro problemi: perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.
Coinvolgere l’Europa. La Regione si impegna a presentare alla Commissione Europea nel 2019, in occasione della proposta di modifica del PSR 2014-2020, l’integrazione di alcune misure agro-climatico-ambientali. Vengono introdotti, in particolare, interventi mirati al sostegno del settore ovi-caprino, tra cui: l’aggiunta di una linea di intervento che remuneri la coltivazione di leguminose poliennali destinate all’allevamento; la modifica dei criteri di ammissibilità e gli impegni previsti. In caso di esito positivo, inoltre, del negoziato con la Commissione, sono previste anche modifiche al piano finanziario del programma per garantire un’adeguata dotazione finanziaria per le operazioni indicate.

Il contributo del mondo agricolo. Le Organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative, dal canto loro, si impegnano a realizzare tutta una serie di attività per far aderire i propri associati alle iniziative comprese nel protocollo, a organizzare incontri divulgativi e informativi rivolti alle imprese anche per far conoscere le opportunità finanziate dalla Regione, a monitorare costantemente i principali indicatori economici di filiera e comparto, a dare informazione e fornire assistenza ai propri associati sul versante della tracciabilità e delle certificazioni volontarie con particolare attenzione alle produzioni a denominazione d’origine protetta toscane.
I danni della fauna selvatica. In aggiunta a questo poi la giunta regionale ha stanziato ulteriori 500mila euro per i danni diretti (uccisione di capi di bestiame) causati dai predatori (per il 2018) e 500mila euro in due anni per la lotta al randagismo e per supportare, attraverso il lavoro di veterinari specializzati, gli allevatori nella difesa degli attacchi da predatori.
La politica unita. Un segnale importante è arrivato anche dalla politica, con l’approvazione unanime del consiglio regionale della mozione proposta dalla Lega ed emendata su iniziativa del Pd. La mozione esprime solidarietà nei confronti dei pastori toscani e “piena condivisione” nei confronti delle richieste avanzate dalle associazioni agricole toscane e gli allevatori che stanno protestando in queste ore anche in Toscana. Nella mozione l’Assemblea toscana esprime anche apprezzamento per la celerità della risposta della Regione, che ha deliberato in settimana il finanziamento di 2 milioni di euro, e per la predisposizione del protocollo d’intesa con le principali associazioni di categoria del settore, per il rilancio del settore zootecnico regionale, e in particolare del comparto ovi-caprino da latte. La Regione infine, stabilisce la mozione approvata, deve “coordinarsi con le altre Regioni, in particolare il Lazio e la Sardegna, per formulare proposte unitarie e chiedere immediatamente al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) l’apertura di un tavolo di crisi”, per determinare “soluzioni nazionali” di tutela del prodotto italiano, la valorizzazione dei prodotti a denominazione di origine protetta e il sostegno al prezzo del latte ovino.

Il Consorzio del Pecorino Toscano DOP. Sulla vicenda della “crisi del latte” è intervenuto anche il presidente Carlo Santarelli. “Il protocollo – ha detto Santarelli è un atto importante per tutelare il settore e gli allevatori che stanno vivendo momenti di difficoltà. Accanto all’impegno costante e tempestivo della Regione Toscana, sempre presente al fianco di consorzi e associazioni di categoria, auspichiamo anche il supporto del governo e del Ministero richiesto dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, per consentire l’arrivo di nuove risorse europee e avviare altre azioni di sostegno. Vogliamo dare voce e forza alle nostre che guardano, in primis, alla tutela della qualità dei prodotti e dei consumatori e ringrazio la Regione Toscana per essere stata sempre presente, con il presidente Enrico Rossi e con l’assessore Marco Remaschi. In momenti di criticità come quelli che sta vivendo il nostro settore, dove la materia prima venduta alle aziende casearie a un costo troppo basso e insufficiente a coprire le spese sostenute dai produttori rischia di mettere in ginocchio tanti allevatori e di togliere latte di qualità, la presenza e la vicinanza delle istituzioni è fondamentale, ma deve essere garantita a tutti livelli”.







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