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Il Fiorino, una storia di famiglia e di successi
Continua il nostro viaggio alla scoperta del Caseificio Il Fiorino e della sua passione per l’arte caseraria…
Duilio Fiorini, fondatore del caseificio è stato l’uomo della svolta. Un grande lavoratore, un grande casaro, un uomo d’altri tempi. Nel 1987 l’allora Gambero Rosso lo chiamava “il mago del Pecorino Toscano”. Ma non è solo la sua capacità di fare il formaggio l’aspetto importante. È il suo modo di concepire il lavoro che lascia un segno ancora visibile nell’approccio che Angela Fiorini e Simone Sargentoni hanno nella gestione dell’azienda.
- Cambia il mondo, cambia Il Fiorino
L’ingresso di Angela e Simone nella gestione de Il Fiorino, a inizio degli anni 2000, non ha stravolto il modo di concepire il caseificio, ma sicuramente ha dato un cambio di passo all’azienda. Nel solco della tradizione acquisita in tanti anni si è aggiunta un’attenzione all’innovazione e alla sperimentazione di nuovi prodotti che hanno arricchito le offerte di formaggi. Una scommessa e una sfida legata a un mercato e a un mondo che cambia sempre e sempre molto in fretta.

Quelle che non sono mai cambiate sono l’attenzione alla qualità, il legame con il territorio, la cura di ogni dettaglio. In fondo, la ricetta dei successi de Il Fiorino è molto semplice e si sviluppa proprio su questi pilastri: qualità della materia prima, passione, valorizzazione e attenzione del territorio di produzione. “Lavoriamo solo ed esclusivamente il latte della Maremma – spiega Simone – e lo scriviamo in tutte le etichette. Pertanto, qualsiasi prodotto che voi mangiate è prodotto con latte locale e questo ci distingue dal resto del mercato”.
- Il territorio, croce e delizia de Il Fiorino
Non ci potrebbero essere i formaggi de Il Fiorino senza il territorio di produzione de Il Fiorino. Un territorio bello e difficile, come spiega Simone “E’ croce e delizia. La delizia è il territorio, che ci permette di fare un prodotto di alta qualità e senza inquinamento. A livello ambientale è perfetto. Croce perché qui linee telefoniche e internet sono un disastro. La distanza dalla città è importante ma non è tanto la distanza quanto le vie di comunicazione. Sono molte le difficoltà e anche questo ci rende merito: aver sviluppato la nostra azienda in un contesto molto difficile”.

- I formaggi che hanno fatto grande Il Fiorino
Negli anni arrivano tanti successi, perché la passione e la perseveranza sono più forti delle difficoltà. Prodotti come la Riserva del Fondatore, il Pecorino Toscano DOP, il Cacio Caterina, il Grotta del Fiorino, solo per fare qualche nome entrano nell’olimpo dei formaggi mondiali. E non è un’esagerazione. A Il Fiorino, infatti, a un certo punto della loro storia decidono di investire nei concorsi nazionali e internazionali, partecipando a contest in giro per l’Italia e il mondo. Quella che all’inizio appare una scommessa di marketing diventa, in breve tempo, una pioggia di riconoscimenti e di premi che proiettano il caseificio maremmano nella hall of fame delle aziende casearie più importanti del pianeta.

“Siamo riusciti – spiega Simone Sargentoni – perché Il Fiorino è sempre stato sinonimo di qualità. Per fare la qualità devi partire dalle fondamenta e poi crescere. E per essere all’altezza di questa crescita, per sostenerla ci vogliono fondamenta stabili”.
La crescita, però, non ha mai fatto perdere la testa ad Angela che, al contrario, tiene i piedi ben piantati sulla terra. “Noi non vogliamo né stravolgere l’azienda né avere fatturati esagerati. Vogliamo rimanere l’azienda che siamo, legata alla qualità del prodotto e al nostro territorio. Anche con i dipendenti vogliamo mantenere un rapporto speciale. Sono tutti uomini e donne della zona in cui crediamo e che abbiamo voluto formare all’interno del caseificio”.
Se conoscere da vicino il Caseificio Follonica, guardate il video sul nostro canale Youtube oppure leggete anche la prima “puntata”, per scoprire da dove nasce questa storia di successo e passione per l’arte casearia.







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