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CETA: AICIG e Pecorino Toscano DOP favorevoli alla ratifica dell’accordo

In Italia si prospetta un ‘luglio caldo’ sul fronte della liberalizzazione degli scambi internazionali. E’ di qualche giorno fa la notizia che il governo italiano non voglia ratificare l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada (CETA), già approvato dal Parlamento europeo ed entrato in vigore in forma sperimentale nel 2017.

L’accordo CETA, sigla di Comprehensive economic and trade agreement, per essere applicato in via definitiva ha bisogno della ratifica di tutti gli Stati membri e, quindi, anche dell’Italia.

  • Cosa prevede il CETA per il settore agroalimentare

L’accordo tra UE e Canada prevede l’abbattimento dei dazi e delle barriere doganali negli scambi commerciali e la tutela di alcuni prodotti, a partire da quelli agroalimentari. In particolare, per l’Italia sono 41 i prodotti della filiera agroalimentare che fanno parte dell’accordo e che rappresentano oltre il 90% dell’export di tutte le Dop e Igp Made in Italy sui mercati canadesi. Tra i prodotti tutelati dal Ceta oltre al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano, al Gorgonzola c’è anche il Pecorino Toscano DOP.

  • I vantaggi del CETA sui prodotti italiani

Molti sono gli effetti positivi dell’accordo, a partire dall’eliminazione dei dazi e dalla crescita dell’export. Nel 2017, infatti, le esportazioni in Canada dei prodotti Dop e Igp del settore lattiero-caseario sono cresciute del 5% e nel primo trimestre 2018 del 3,5%. Con il CETA, inoltre, è stato introdotto l’obbligo di dichiarare sempre sulle etichette la provenienza di un prodotto, andando quindi a limitare il fenomeno dell’italian sounding.

  • I favorevoli al CETA

A chiedere a gran voce al governo di procedere alla ratifica del CETA per il via libera definitivo sono stati, tra gli altri, anche Cesare Baldrighi, presidente dei consorzi Dop e Igp (leggi la nota) e Andrea Righini, direttore del Consorzio Pecorino Toscano DOP. “Il Canada – ha detto Righini – è un mercato al quale il Pecorino Toscano DOP guarda con grande interesse. La ratifica del Ceta garantisce delle tutele importanti per il nostro formaggio e per molte eccellenze italiane. Tutele che sono di natura commerciale, con un prevedibile aumento degli scambi a fronte di una diminuzione dei dazi, e di difesa dalla concorrenza sleale e dalle imitazioni. È giusto confrontarci, ma rinunciare a questo accordo commerciale sarebbe un errore”.

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